La collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute dell'Università di Genova (DISSAL) nasce dalla volontà di sviluppare soluzioni nutrizionali innovative fondate su una solida base scientifica e una comprovata efficacia clinica. Grazie al supporto del DISSAL e alla validazione da parte di professionisti riconosciuti a livello internazionale nel campo della nutrizione, i nostri protocolli alimentari per ospedali, hospice, RSA, case di cura e di riposo garantiscono una nutrizione sicura e completa, migliorando al contempo lo stato di salute degli ospiti.
A differenza della comune alimentazione frullata, rischiosa, povera di nutrienti, eccessivamente voluminosa e poco appetibile, i preparati Dysphameal offrono una deglutizione sicura, un’alta densità di nutrienti in volumi ridotti e un gusto autentico che restituisce il piacere del pasto.
Con oltre 60 ricette a base di ingredienti freschi, i menù Dysphameal assicurano un adeguato apporto proteico, calorico e vitaminico oltre a una corretta idratazione, evitando ulteriori aggiunte di farmaci e integratori. Gli aromi e i sapori intatti favoriscono una migliore accettazione dei pasti, riducendo i rifiuti e garantendo l’aderenza alla dieta.
Un’ulteriore e decisiva innovazione introdotta in campo nutraceutico è il Protocollo Weancare, avviato sempre in collaborazione con il DISSAL dell'Università di Genova. Il programma prevede il monitoraggio e la valutazione dell’impatto dei prodotti Dysphameal sulla salute dei pazienti: per sei mesi, vengono registrati ed esaminati valori ematici, regolarità intestinale e andamento delle piaghe da decubito, per valutare l’efficacia o meno del protocollo alimentare.
Aderire al Protocollo Weancare rappresenta per RSA, hospice e altre strutture ospedaliere una soluzione concreta alla gestione della malnutrizione nei pazienti disfagici. Grazie a un'organizzazione ottimizzata, il protocollo è un supporto operativo prezioso, che consente di coprire l’intera giornata alimentare, dalla colazione alla cena, garantire l’assunzione quotidiana di circa due litri d’acqua e monitorare i progressi clinici dei pazienti più fragili, semplificando al contempo l'attività del personale assistenziale.